Raptus

February 8, 2010

Stuzzicadenti: una storia (misteriosa) giapponese

Filed under: Uncategorized — creativi @ 9:36 am

Vedendo le confezioni degli stuzzicadenti presenti sul mercato viene lecita una domanda: perche tutti hanno nomi e grafica ispirati al Giappone? Sono prodotti in Giappone? Sono stati inventati dai giapponesi?

Stuzzicadenti 2
La risposta  è no. Vengono prodotti in Italia, sono diversi da quelli fatti in Giappone (appuntiti solo su un lato e torniti nell’altra estremità) e le origini sono ovviamente antichissime: si va agli uomini primitivi. Sicuramente il look made in Japan è legato a qualche luogo comune, insediato alla perfezione. Diamo quindi il benvenuto (in futuro) ai nuovi stuzzicadenti che basterà che ripudino la matrice “orientale” per distinguersi dagli altri. Vai con il marketing.

Stuzzicadenti 1

February 4, 2010

Vintage, che passione!

Filed under: Uncategorized — creativi @ 1:14 pm

Il packaging si sa, è ormai da tempo una risorsa strategica per chi vende.
Con il packaging si fa il posizionamento del prodotto, si crea valore aggiunto. Le confezioni in stile vintage stanno avendo successo per una serie di motivi. Non vengono più usate solo nei casi di celebrazione di un anniversario del prodotto ma anche quando la storia o la tipologia del prodotto lo chiedono o lo consigliano. I prodotti di ricorrenza, quelli tipici, eccetera. Chi ha una storia è orgoglioso di averla.

fortunello.jpg

Ci sono settori (vedi la birra a esempio) dove tutti rivendicano una “storia” diventando così omologati agli altri. L’incarto “d’epoca” evoca nostalgia, vissuti di consumo. Compito che assolve la cucina tipica, territoriale. La litolatta una volta serviva a proteggere il cibo dai topi, ora diventa molto spesso la motivazione dell’acquisto in virtù dell’utilizzo che ne verrà fatto dopo aver consumato il prodotto contenuto. Il vintage va comunque fatto bene: deve essere più genuino e veritiero possibile nella grafica e nei colori. Come si faceva con i fumetti la proposta dovrebbe essere “anastatica”. Viva il vintage, quindi. Soprattutto quello realizzato bene.

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